
In questi ultimi mesi il piatto preferito di Alma Libera (mia figlia) è, senza molti dubbi, il risotto alla zucca.
Qualche giorno fa mi sono cimentato nel prepararlo e devo ammettere che il risultato è stato particolarmente buono.
Ci ho messo cura e dedizione, scegliendo ingredienti di buona qualità.
Il segreto, come ormai Alma è solita ripetere, sta però nell’aggiunta, durante la cottura, di un pezzo di crosta di grana.
Sapete cosa trovo ironico?
L’ingrediente essenziale per ottenere un buon risotto alla zucca è uno scarto, qualcosa che solitamente si getta tra i rifiuti.
Chissà se anche per noi esseri umani – e forse soprattutto per i nostri figli – siano importanti gli ingredienti giusti (percorso scolastico, attività sportive, amici, legami affettivi, attenzione e ascolto genitoriale), ma se un risultato davvero apprezzabile non dipenda anche dall’aggiunta dello scarto giusto.
Se guardo con onestà a me stesso, alcuni cosiddetti “scarti” sono entrati e si sono integrati nel mio divenire.
Ne ho beneficiato?
Sì.
Non tutti, ovviamente.
Ma alcuni hanno prodotto l’effetto crosta di grana.
Che siano indispensabili anche i pezzi scomodi della vita?

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